giovedì 25 luglio 2013

http://www.youtube.com/watch?v=MAsrDu3pL2g
dialogo col brucaliffo ovvero un tassista ubriaco e cocainomane ad un angolo del cosmo.Dio, interessato alle vicende umane, scende dalla sua scalinata bianco gesso con le espedrillas e pacchianissime colonne ai lati e ti accarezza la spina dorsale come solo faceva l'md dei vecchi tempi.
orsù dimmi avvocata nostra quali sono i miei errori in costante incremento?
perchè questa situazione?
e il mutismo della barba bianca. gli occhi vuoti come quelli di una vacca al pascolo. nessuna risposta dai piani superiori. così il tassista ubriaco e cocainomane gira col suo taxi giallo con il fischio collaudato nelle orecchie per tutta la notte, come un cowboy solitario di quei film di sergio leone in cui alla fine dei conti ci si ammazza  un casino e tutto per farsi una scopata da un bordello all'altro e inculare qualche lingotto d'oro che poi ci si sputtanerà in alcool. molestissimi bianchi. in effetti è un pò che non mi prende la sbronza molesta, forse che la mia anima nera si sia d'un tratto cangiata in un grigiolino stinto? in realtà siamo già ad una tonalità di blu scuro come la notte sulle nostre vite distanti. e le tue pupille variabili che guardano scenari post atomici e futuri plausibili sullo schermo di un i-phone. nel frattempo ancora nessuna risposta dalla barba bianca mentre la mia stanza in condivisione con altri scappati di casa si riempie di moscerini e zanzare attirati dalla blu luce dello schermo del mio pc anteguerra.
il tassista parcheggia in un parcheggio fuori dal vecchio zuccherificio mentre il cielo comincia aschiarirsi. l'abitacolo pieno di fumo lo fa sentire sporco ma accende un altra sigaretta e soffia il fumo forte dalle narici pelose. la pancia protesa verso il fiume. non pensa proprio a suicidarsi, roba da emo e froci eroinomani. fuck yeah! sto correndo come un forsennato. fuck yeah!!... alla peggio mi sdraierò stecchito su una spiaggia di anabolizzanti.
poi mi riprendo dal mio torpore
fuck e basta
la linea retta è per chi ha fretta
e le risposte che non arrivano sono parte di una situazione alla quale in realtà sono abituato da tempo quindi accendo un altra sigaretta e spengo la precedente su uno stupido disegno sui tavoli del reload.
maledetti incivili! imbrattare i tavoli coi loro disegni da pseudoartistidimerda!checcazzo si credonon di cambiare?!!gli tatuerei a tutti dei cazzi su quelle schiene lisce da lucertole mantenute.
abbandonando questi territori da odio metropolitano piccolo borghese e tornando al brucaliffo il taxi è fermo dicevamo al parcheggio quando un indiano si palesa tra le frasche del po. è ferito e sofferente. il cavallo esausto. l'indiano guarda il tassista con disprezzo e sputa in terra.
poi si gira e sparisce.
la differenza tra il chiedersi cosa fare e il farlo e basta.

lunedì 15 luglio 2013

comecome?

viviamo vuoti impossibili. come le cascate del niagara e noi sul filo d'equilibrio attraversiamo gli spazi sperando nel vento a favore e nella forzatura di tempi inforzabili. d'altra parte. l'ansia che accompagna. l'ansia regina del mio non digerire più nulla. l'ansia delle situazioni sospese fino all'ora dell'aperitivo. quando tutto quanto si alleggerisce e si entra in una routine di stuzzichini spaccafegato e birre in bottiglia. e ci vorrebbero delle gru (quelle di ferro, non gli animali) che mi aiutassero a sostenermi i carichi pendenti. o un paio di braccia in più che incentivassero la solitudine del fidarsi a poco a poco. perchè son 28 anni che dura questa guerra. e ormai se non si attacca ci si difende senza tempo per il riposo o per la tregua. ritornare in scenari bombardati dagli appuntamenti mancati e dai fuorivena. con la sensazione di non appartenervi più. che questo conflitto non dovrebbe più appartenermi. che anche se gli anni sono passati è ancora pur sempre un campo minato. il carcere delle montagne è lontano ma visto da quaggiù sembra quasi accogliente. è il gioco delle file al supermercato...quella in cui non sei tu sembra sempre la più veloce. ma non si può passare il tempo a saltare da un posto all'altro. anche perchè si finirebbe ad odiarli entrambi allo stesso modo.
quindi mi metto su un pezzo di battiato e mi metto a dare l'aspirapolvere e penso alle cicale e ai campi gialli bruciati dal sole che tanto le onde ci sono sempre e molto spesso è solo questione di rilassarsi e lasciarsi portare...mista quasi venendo voglia di andare al mare.
http://www.youtube.com/watch?v=GuB3f70cYnM
in realtà mi basterebbe un caffè freddo.

giovedì 4 luglio 2013

ok

quanto dovrà passare prima di accettarla? non riesco a stare seduto. non posso. è una biscia la mia spina dorsale. comincia con una lieve contorsione. una mancanza di soddisfazione insofferente che mi fa cambiare posto e posizione. si piegano le dita dei piedi sotto il peso della mia stessa inquietudine. non trovano spazio nelle scarpe. devo alzarmi. le situazioni mi stanno strette, raramente trovo persone che mi fan tirare un sospiro di sollievo. tanti anni fa vivevo questa cosa come un limite. ora è come una deformità alla quale ci si è affezionati. come un neo di fianco all'ombelico che per anni si ha disprezzato e che tutto a un tratto lo si trova fin carino. stasera lui capellone ignorante incocainato che parla di moto e si indigna per il passato tossico di qualcuno che conosce. lei ignorante arricchita dai pompini all'uomo giusto e nel momento giusto. vestito bianco aderente che vale due miei stipendi e la sfessa nei denti che per ciouser era segno di puttaneria e non ci aveva sbagliato di molto. l'inquietudine che mi squassa le interiora e devo allontanarmi, perchè un'alternativa sarebbe un attacco senza mezzi termini e il mio pseudodatore di lavoro che sono due suoi amici di portafoglio mi inculerebbe in piazza. sono piacevolmente inquieto. le cose mi stancano infretta e mi sono abituato ad un esperienza cerebralmente vagabonda. viaggio da una situazione all'altra col sorriso sulle labbra e il porcodio facile stretto trai denti e il tabacco della marlboro è più buono degli altri. planare sulle cose. linee rette abolite. zigzag di argomenti. così opto per uno dei miei ultimi passatempi. ho imparato a pigliare per il culo senza che gli altri se ne accorgano. l'antidoto al mio isolazionismo. l'ironia è per persone intelligenti. la fuga per i vigliacchi
http://www.youtube.com/watch?v=zQNz2grBOPc