venerdì 14 maggio 2021

 giuro che non mi sto lamentando!

odio la gente che si lamenta

che a dirla tutta se io pensassi ai miei problemi come a quelli di un altro, probabile saprei che fare. probabile avrei ancora la forza di lottare.  

martedì 11 maggio 2021

 la mia via d'uscita dall'inferno.

E mattina. Sto guardando video di youtube da più di sette ore. assumo 7ml di metadone durante la notte. l'idea è quella di evitare l'uso. 

E mattina. piove. c'è un tempaccio. le previsioni a questo giro ci hanno preso. apro gli occhi. mentre si riallineano i pensieri. apro gli occhi. mi ricordo di un vagone di yogurt che ho ingollato la sera prima in un assalto di fame chimiconervosa. anche il mio intestino si ricorda e comincia ad insultarmi peso. 

E mattina ed io sto già telefonando e prenotando una giornata di plastica. una giornata di cui non avrò ricordo. scelgo di affrontare la vita navigando in incognito. Niente preferenze. niente curriculum. niente ricordi...solo io che appizzo davanti allo schermo.

E la fuga? E le persone che mi vogliono bene? E il progetto di andarsene? Ora come ora sono lontanissimi. Sembrano probabilmente più lontane di quello che sono in realtà...

mercoledì 21 novembre 2018

gabbie

Fuggivo da una prigione all'altra e mi chiedevo se mai avrei avuto un controllo su me stesso. Da gabbie enormi e con angoli spigolosi e pungenti ad altre comode e dorate. Gabbie di significato che le parole ci stanno dentro finquando non ne inventi di nuove; finquando non le costruisci e le pronunci; finquando non le condanni ad un contesto, ad un altro significato specifico. Gabbie dovute alla mancanza di qualcosa; a partire dalla consapevolezza di se stessi ad arrivare al vile danaro. E così  via, inseriti in un generale scaricabarile generazionale al ribasso in cui inventiamo, fottiamo e ripopoliamo il pianeta di condannati ingabbiati svuotati dal significato di partenza ed incastrati nell' (il piu'delle volte)inconsapevole arte della fuga. Lottando contro ad un destino ineluttabile; che ogni stanza ne ha dietro un altra. Che ogni obbiettivo ne ha altri mille al seguito. Viviamo ora e viviamo di scelte. E i tempi minimi sono inforzabili. Pena il ripartire da capo dalla gabbia più piccola. Come opere d arte costruite all interno di una stanza passiamo la vita in continua espansione fino al giorno in cui lo spazio a disposizione non sarà pienamente occupato. E facciamo attenzione che senza un opportuna triangolazione di punti di vista il rischio di dover traslate il partenone da un salotto ad un palazzetto non comporti il dover distruggere la nostra fatica, che di sto periodo le energie son limitate e con sto freddo ci si ammala facile.


https://m.youtube.com/watch?v=L55xaGnpalQ

martedì 28 giugno 2016

Oggi è morto Bud Spencer

Oggi è morto   Bud Spencer. La mia coinquilina litiga dalla stanza di fianco con qualcuno, al telefono.
Aprendo Facebook questa matina sono rimasto veramente amareggiato per il quantitativo di stronzate che vi erano affisse. Cordogli falsi ed immorali. Piangiamo il morto ed inculiamo il vivo. Ci affanniamo a costruire e ad ammonticchiare. O a spendere per spendere perchè fa stare meglio. Meglio se a scapito di un altro. Il tutto nell'ottica del poi. Il tutto volto al proseguimento di tale agonia.
"Mentre" lavoro.
Devo pensare al futuro.
Mi devo soddisfare per il torto che mi faccio a lavorare,
quindi mi spacco venerdi, sabato e a volte pure la domenica all'after.
Oppure sputtano un mucchio di soldi in cazzate.
E lascio il cervello dei miei figli nelle mani di Zuckenberg, Gates e Jobs; il loro corpo venduto alle multinazionali che producono cibi pessimi; il loro futuro subappaltato alle industrie farmaceutiche; la loro pensione un pò allo stato e un pò alle badanti radioattive.  
In mezzo al maremagnum di gif di Bud ed ai "ma ti ricordi quando eravamo piccoli" ho trovato un pezzo reggae che parla di ideali come amore, sole, volersi bene e quantaltro. Non voglio immaginare che disillusione deve vivere questa persona che canta se ci crede davvero....e da come canta pare ci creda davvero.
Poi, per un attimo, mi chiedo se ci sia riuscito; se sia riuscito, sgomitando e tirando per i capelli persone e situazioni, a creare quello spazio ideale, quel salotto di morbida moquette, legno e cuscini che tutti quanti preferirebbero allo stridio delle malelingue o alla scomodità dell'invidia, al vento gelido dell'indifferenza. Probabilmente non è corretto iniziare con "probabilmente". Ma in un sistema di x regimi energetici, per la teoria dell'attrazione, si avvicinano individui appartenenti al medesimo regime energetico o limitrofi. Un sistema a caste. Ci sono però fortunatamente delle scalette laterali delle quali, sperando ve ne dimentichiate, parleremo in seguito. Tornando a Bud non mi esprimo. Quest'anno è morta un mucchio di gente. Ognigiorno muore un mucchio di gente." ...ma te li ricordi i gelati che faceva il signor Gino!". O il parchetto di fianco alla parrocchia dove ci si andava ad infrattare, i fortunati a toccare qualche tetta, gli altri a fumare in cinque una sigaretta...
Leggendo sull'etichetta del bagnoschiuma appresi che il suddetto prodotto, intanto che mi stava lavando, stava anche "nutrendo" la mia pelle. Mi asciugai con uno strano fischio nelle orecchie e arrivato ai piedi lessi (non il cane) che pure il detersivo, in quel momento, schiumeggiando impetuoso nella lavatrice stava assolvendo compiti aggiuntivi sturando e limpiando le condutture - al contempo rispettando l'ambiente. Divvenne il mio numero 23 per almeno una mezz'ora.
Fare quello per cui si è nati è diventato a mia insaputa un concetto out. Io non mi accontento di uno shampoo che semplicemente lava. Ne voglio uno che nutra, volumizzi, valorizzi, sforfori, decolori, asciughi rapido, fissi, non bruci gli occhi, filtri i raggi UVA e magari costi poco. Così pure per noi, chè l'essere umano non è che un altro genere di consumo nel macello quotidiano.
E giù tutti ad accumulare gadget, libri, parti di personalità, passioni, hobby, sport, partiti politici.
Ma checcazzo ci sto a farmi? chiese il tossico di via Zamboni prima di crollare tra due cassonetti.
Ma checcazzo ci sto a fare? Perchè respiro se non per stare bene?
Per vivere a cuore aperto con gli amici, sapendo che abbiamo costruito rapporti forti basati sull'onestà e il rispetto. Che seppure ci si sfancula 24 volte al giorno sempre ci sarò per te max pezzali olè... Per condividere un amore col mondo.
Per stare così bene con una persona che puoi brillare di luce propria perchè il tuo partner ti sostiene nel poco e nel molto e non lo metti in dubbio.
Per realizzarti in ciò che meglio ti riesce che è ciò che ti piace e che più ti fa stare meglio.
In realtà non sono così tante le cose delle quali avrebbe bisogno uno shampoo per essere un buon shampoo come non sono così tante quelle delle quali noi avremmo bisogno per stare bene.
Ma non facciamo un passo.
Ridiamo nervosi quando dovrebbe volare uno schiaffo.
Vogliamo di più quando abbiamo già tutto quello che ci serve.
La sincerità altrui ci disturba.
Non siamo sinceri. Neppure onesti.
Bisogna stare bene. O darne l'apparenza.
O un commiato a Bud Spencer va bene lo stesso.
    
  

giovedì 16 giugno 2016

sugar man

I giorni mi scivolavano via dalle mani in un rassegnato perder pezzi. Volevo scrivere qualcosa sulla calma placida e pacata del condannato a morte. O un resoconto dettagliato sullo smarrimento nel vuoto dell'essere. O un manuale di cucina. Non ne ero ancora certo. Sapevo unicamente di volere la copertina verde e nera.
Ero completamente senza soldi, senza lavoro e solo come un cane. Ma fin qui tutto in regola. Il problema era più profondo e riguardava qualcosa che mi era stato rubato da sotto al naso: non speravo più. Questa era la cosa più triste ed infima di tutte. Dal bilancio finale, tirando una riga, a parte milioni di neuroni danneggiati, contavo proprio la mancanza di un pensiero qualsiasi che giustificasse tutta questa sofferenza. Un piano, un progetto, un bene più grande ed importante. Un amore o una vendetta. Ma niente.
Chiunque, anche il più ignorante e becero coglione che suda sotto il sole ha un ideale o un affetto che gli permette di andare avanti.
Lo spazio vuoto nella mia gabbia toracica non lasciava scampo. Era tremendo, buio e pauroso. Non conosce il tempo come lo intendiamo noi e sa aspettare sotto forma di cappio. Senza fretta, non ti lascia alternative. Ero davanti allo specchio e coi polpastrelli tastavo i lembi di carne attorno a questa voragine. All'interno della mia gabbia toracica non entrava un filo di luce. Era perciò impossibile stabilire quanto profondo fosse il danno. Nella posa di Clark Kent tenevo la camicia aperta ma al posto della esse di supercoglione avevo un utero freddo e oscuro. Provai con un fiammifero prima, con un accendino poi ma niente. Il buio aveva la consistenza della vernice nera. Pensai di masturbarmi giusto per stemperare la situazione quando la tenebra chiuse i suoi denti di ghiaccio attorno al mio polso inghiottendo braccio, avambraccio, mano e accendino. Realizzai che mi era cresciuta una bocca sul petto. Una bocca fatta di paura e di insoddisfazione pronta ad inghiottire qualunque cosa pur di colmare l'incolmabile. Si era aperta una falla. Un errore cellulare. Una molecola che diviene autocosciente e si comincia a chiedere il perchè di tutto questo. Ma non essendo in un libro di Zola non si creerà un movimento rivoluzionario di cellule sovversive. Non ci saranno rivoluzioni o redenzioni. Forse qualche morto sulla croce. Dipende dal budget. Otherwise l'oblio, la dimenticanza che è molto meno costosa. Invitai Cristina a cena. Mangiammo in silenzio due filetti di bovino che avevo rubato al supermercato sotto casa. La spogliai lentamente e senza interesse. Non feci in tempo neppure a togliermi le scarpe che la bocca che avevo al posto del petto aveva azzannato la povera Cristina e la stava fagocitando allegramente. Negli anni a seguire bocca mangiò tutto quello che le passava a tiro. Datori di lavoro, Ragazze, Amici. Vinsi pure ai gratta e vinci. Mangiò tutto quanto. Soldi, cassa e tabaccaio. La speranza è una trappola. Ma l'assenza di essa è una condanna ben peggiore.
https://www.youtube.com/watch?v=qyE9vFGKogs

martedì 7 luglio 2015

cumbia sobre el mar

Si procede si procede. Incuranti di tutto e di tutti.
tanti anni fa mi dissero che il segreto della felicità stava nel vivere come bambini, senza tenersi neppure l'acqua calda... Se sei felice ridi, se stai male piangi. Se devi urlare o abbaiare, fallo. Che molte volte fare quel che gli altri si aspettano è come piegarsi a novanta davanti a rocco siffredi: un' inculata assicurata.
Ed io non vorrei sbagliarmi ma sento pure un pò di umidiccio fra le chiappe...
segno che la vaselina si sta asciugando?
segno che la crisi sta passando?
segno che le donne ricominciano ad uscire fuori alla sera ed hanno ancora voglia di fare l'amore?

"non c'è un cazzo da stare allegri se mi senti in bocca queste frasi"
disse la tazza animata sul mio tavolino in posizione tronfia e saccente.
tra cocci di bottiglia ed avanzi di panettone.
ma siamo in marzo e ancora sui banconi degli aperitivi si trovano pandori e panettoni.
mi chiedo se ci sia una produzione continua e costante o se sia un prodotto di stagione.
maledetto progresso. maledetta rivoluzione industriale.

chiusi nei nostri sicuri alveari
ostaggio di animali domestici fin troppo umani
coi figli educati dagli i-pad e da badanti russe sovrappeso

Se potessi vomitarVi lo farei come si rigetta una cancrena o un tumore purulento.
Vi vomiterei in un sacchetto di plastica e vi abbandonerei a decomporvi attaccati al guard rail della peggior tangenziale del mondo occidentale.
Una di quelle coi distributori anni 70 e i cartelli colorati di smog.
Coi paracarri arrugginiti dal sudore di mille partenze intelligenti.

Il calore tremola la strada anche se è sera

E' la solitudine di un ombra che si allunga ad afferrare il futuro senza sapere bene cosa farsene.


 

per avere qualcosa di più



requiem della nostra comunicazione
valzeggiando inetti tra il detto e il non detto
distanti punte delle forbici s'allargano
e il solidale appoggio malato di un libraio romano
si cementifica alle mancanze di una zitella del nord
in un turbine di bollito e lambrusco in bianco e nero.

non è davvero cambiato poi molto dagli anni 50 ad ora
si era forse più consapevoli di come andasse il mondo
che la vita, per quanto cerchi di condividerla
siamo pur sempre tutti quanti su gradini diversi
a picchiare il cucchiaio sul piatto
per avere qualcosa di più
https://www.youtube.com/watch?v=H8B43L3ql64