lunedì 26 agosto 2013

 http://www.youtube.com/watch?v=1CZzCRSbKEI
la pioggia in trentino sa di bosco e di muffa di lago.
ha un odore limpido ed insidioso, come le nostre bocche e i nostri occhi quando soffriamo.
che a soffrire siamo bravi tutti quanti, ma quando c'è da mettere la freccia e superare la faccenda prende tutta un'altra piega.
ti si installano tutti spilli sotto pelle come una miriade di cocci di vetro finissimi che ti ricordano
il passato ogni volta ci passi le dita sopra.
e non c'è musica o sigaretta che ti possa tenere abbastanza compagnia. ci sei solo tu e il tuo boccone incastrato da qualche parte. e a volte per l'abitudine credi di averlo mandato giù mentre è ancora lì piantato tra le pareti dello stomaco.
poi magari il corpo si adatta e una calotta callosa avvolge il nostro piccolo dramma. somatizzato con soddisfazione entra a far parte della nostra personale valanga spirituale, sperando di incrementare il numero di femori e rotule che riusciremo a frantumare lungo il nostro lungo e furioso cammino.
ho già perso troppo tempo con questo meccanismo di autoaccrescimento. ora so che devo tenere sempre qualcosa di acceso tra le labbra e una via d'uscita rapida e pronta all'uso nel caso le cose vadano male. ma stasera tra un cliente che mi parla di cavalieri templari e il tassista cocainomane che è più ubriaco del solito e mi racconta per la tremilionesima volta di quando ha investito un tasso io vorrei solo sboccare sul pavimento un indigesta pasta al pesto e alimentare la mia personale valanga spirituale con un tocco di verde smeraldo. scrivo periodi troppo lunghi e mescolo campari bandito dal mio stomaco con l'amarezza dei giorni che non passano. shaker with paranoia e indigestione di sonnambulismo da prigionia. con notti a guardare dalle sbarre le luci immobili fino al mattino. e dici che dovrei tenermi i capelli ma a me serve spazio come un campo di grano quando è stato tagliato, gli spuntoni irti di fame bucano i piedi di gesù cristo quando ci cammina sopra mentre i vecchi guardano dalle finestre e scuotono le teste come lenti dinosauri imbalsamati. il vento caldo che si porta via i giorni e gli anni lasciandosi indietro solo incertezza. io sono certo delle rotule che mi sono lasciato indietro e di quanto ho pagato per esere chi sono ora. sono certo dell'inchiostro delle mie pupille mentre ti guardo addormentata. sono certo delle spalle uscite e poi rientrate e dei miei rari soli quando ho voglia di sorridere. la libertà di annoiarsi. ma soprattutto di poter scegliere in che direzione andare. e non solo attirati come tutti quanti verso il basso da una gravità che non lascia scampo. non posso più tenere la testa bassa. e mentre penso questo il tassista è passato al suo pezzo forte, di quando andava a ballare con trecento pastiglie nel volante. con un colpo di reni scivolo dall'indecisione e vado a vomitare, via a passo fiero verso il primo cesso che al giorno d'oggi bisogna sempre mantenersi freschi e sorridenti nel caso si incontri la donna della vita lungo il tragitto o il futuro sfruttatore di lavoro. il sarcasmo è il mio forte penso mentre tiro l'acqua.

sabato 3 agosto 2013

dilloallaluna

http://www.youtube.com/watch?v=-lqF7S2ifBw
il topo che balla non balla più.
gli è stato consigliato caldamente e lui è uno che i consigli li sa ascoltare.
e non sa come continuare questo dialogo con se stesso perchè da lontano qualcuno ha cominciato a cantare ed ora avrebbe voglia di cantare pure lui. pezzi di vasco rossi stonati da ubriachi. roba da perdenti. roba da vita di stenti. e c'è da ripetersi che neppure le bestie africane che devono sbattersi tutti i giorni per mangiare senza lasciarci le penne fanno una vita misera come la nostra. "dillo alla luna" mi sembra che sia. tattica strategia .abnegazione. forza. perchè vasco lo capiscono tutti e io sono contornato da una manica di individui inutili. perchè non posso stare bene e ascoltare vorrei stringerti le braccia le braccia intorno al collo e cazzi e mazzi? ag vuria na bela guera! così avrei altro a cui pensare.
che a mia nonna vasco le è sempre piaciuto e l'ha sempre capito lei...
ag vuria na bela guera! ma io ci sono già in guerra.
nella totale mancanza di un copione o di un impostazione.
nella generica condizione di lavoratore forzato sottoproletario sdegnato dal passato e incoraggiato al futuro.
mi servono solo milleottocento euro e la pazienza di due mesi. la tattica del pugile. testa bassa e continuare a picchiare un sacco di vetri appeso al centro della mia mancanza di fiducia. con l'insofferenza dell'ultima notte in galera e le fisse del cervello bruciato che ormai ho imparato a mascherare che ritornano prepotenti a bussare alle mie porte.
mezzo litro d'acqua prima di dormire e appena sveglio.
lavarsi i denti maniacalmente.
toccare gli oggetti tre volte.
non due.
non quattro.
e la salvezza in lontananza dell'estero. dei progetti che mai ho fatto. e che a dirla tutta neppure ora faccio. perchè il topo sa quando è ora di partire e abbandonare la nave. prima che l'ultimo disco finisca il topo è già partito. tecniche imparate in anni e anni di meditazione e di conta delle crepe nei muri delle valli della luna. e posti in cui ti vorrei portare. luoghi in cui elevare la coscienza a gradi superiori. conche d'acqua in cui nuotare o massi a strapiombo sul mare. tutto questo tra una portata e l'altra nel mio sorriso da cameriere-tranky-tutto-bene...la realtà è solo una, che voglio vivere a tutti i costi. e che troppo spesso si combatte per il male minore. poi se uno vuole vederla in positivo son cazzi suoi.
è colpa di vasco se ho cominciato a drogarmi.
ma c'è da dire che nemmeno le bestie africane hanno mai combattuto uno scontro del genere.
in pochi hanno attraversato questi territori ed hanno ancora le parole per raccontarlo.
http://www.youtube.com/watch?v=ULuLF8fufAw

venerdì 2 agosto 2013

de rerum camerierarum

https://www.youtube.com/watch?v=cY7eVNGEbJU
rinsecchendoci sempre di più dal caldo e dalle mance scarse post crisi del sistema occidentale. alimentazione da cameriere. cocacolacaffèfettabiscottata, cocacolacaffèfettabiscottata. fetta biscottata che col riopan assorbe e fa l'effetto dei sacchi di sabbia lungo i fiumi. mi sono disintossicato dalla combo volfast-redbull a causa dell'ansia e della gastrite dovute ad una situazione più precaria di quella di un topolino a casa degli aristo gatti mentre girano piattini di speed con luci psichedeliche e jazzmaster a manetta. mentre romeo (il gatto rosso) gioca a guitarhero strafatto di crack scivolo per un pertugio nel muro. che poi magari gli aristogatti strafatti d'amfe neppure c'hanno fame ma mi fan sentire precario ugualmente e il mio corpo si rivolta contro di me con continui mal di testacollo e spalle e la morte nera nello stomaco. fuori sono 40 gradi e io ho la polo, i pantaloni lunghi e le adidas. mi sento un pò come una mignotta in minigonna la notte di capodanno con meno trenta sotto zero. mignotta siberiana. educazione siberiana la mia. no ps. no infami. che in realtà tra la mignotta e il cameriere stagionale non c'è sta grande differenza. entrambi sono sfruttati. gurdi bene in faccia il cliente per capire che tipo è. se uno impostato o uno alla mano. il tutto in una manciata di secondi mentre si danno i menù e si contratta sul prezzo. pieghi la tua facciadaculo e la modelli affinchè diventi il più conferme alle sue esigenze. fingere orgasmi o finte scuse se necessario. la mancia è il santo graal. simpatico con chi è simpatico, riservato ed impostato con chi è più austero e vuole mantenere il gioco delle parti. poi siamo vestiti da coglioni tutti e due. puttane e camerieri. un binomio inscindibile. sosteniamo il peso del vuoto al quale siamo condannati con stile. volteggiando tra i tavoli come ballerine impazzite di un qualche locale francese o come formiche in un formicaio. la formica come base della piramide sociale. corazza e ossa. più in alto informi ammassi di pelle e gelatina. fumo trenta sigarette al giorno, un toccasana per la mia gastrite. in più quando mi chiedono un posto vistalago mi vien voglia di prendere un mitragliatore. che cazzo vedrai mai brutta stronza che tanto stai seduta e guardi il piatto mentre mangi...se proprio vuoi faccio una foto a quella piscitaina di merda che chiami lago e te l'appoggio sul tavolo... "un tavolo vista lago? prego signori seguitemi..."